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Prato Con Delle Rocce Circondate Da Cerchi E Sullo Sfondo Il Sole Che Sorge

Verso un’economia sempre più circolare

L’economia circolare sembra essere l’argomento del momento, come spesso accade però quando si parla di tematiche così complesse il rischio è che vi sia poca chiarezza.

Appare evidente la necessità di compiere una transizione dal modello economico lineare, basato sull’usa e getta, verso un modello di economia circolare, pensato per auto-rigenerarsi ed essere sostenibile nel tempo.

Ma cos’è davvero questa economia circolare di cui tutti parlano e perché è necessario che questa transizione avvenga il prima possibile?

Cos’è l’economia circolare?

L’economia circolare è un modello di produzione e di consumo fondato sulla condivisione, sul prestito, sul riutilizzo, sulla riparazione e infine sul ricondizionamento e sul riciclo delle materie e dei prodotti esistenti.

Privilegia l’utilizzo di materie prime rinnovabili e, a partire dalla fase di progettazione, riduce gli sprechi e, laddove possibile, trasforma gli scarti in risorse.

È un modello che allunga il ciclo di vita dei prodotti rendendoli durevoli e quanto più possibile riutilizzabili.  

Lo scopo è semplice: rimandare lo smaltimento e, allo stesso tempo, ridurre lo sfruttamento di ulteriori risorse, abbattendo così l’impatto ambientale.

Sebbene si tratti di un concetto apparentemente giovane, affonda le sue radici molto lontano. Anche se non con questo nome, alcuni principi di economia circolare venivano attuati già molto tempo fa.

I nostri antenati cacciavano per nutrirsi e utilizzavano le pelli degli stessi animali per coprirsi: poco o nulla andava buttato.
Così come allora, anche oggi le concerie utilizzano gli scarti dell’industria alimentare per creare borse, vestiti, scarpe…

L’industria conciaria è un esempio storico e consolidato, ma è necessario che questa mentalità interessi sempre più settori.

Perché è necessaria questa transizione?

Un modello come quello attuale, basato sulla logica del “produci-consuma-smaltisci”, non è sostenibile sul lungo periodo.

La popolazione mondiale è in crescita, così come la domanda di materie prime, allo stesso tempo però vi è una scarsità di risorse finite. Si stima che se il ritmo dovesse rimanere invariato, entro il 2050 servirebbero le risorse di ben tre pianeti Terra. 

Come se non bastasse, il continuo sfruttamento delle materie prime imposto dal modello lineare impatta fortemente sul clima e sull’ambiente.

La necessità è stringente e le istituzioni si stanno muovendo per favorire e accelerare questa transizione. L’UE con il Piano d’azione europeo per un’economia circolare ha posto proprio il 2050 come termine per raggiungere la circolarità totale in campo economico. L’Italia sta adeguando le sue politiche per allinearle al Piano europeo: una parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è dedicata proprio a questo argomento.

L’obiettivo di raggiungere una completa circolarità è ambizioso e complesso, ma necessario. Ed è necessario che anche imprese e cittadini cerchino, laddove possibile, di fare propri i principi dell’economia circolare.

Marta Bergamaschi

Mi occupo di comunicazione e sostenibilità. Nel tempo libero sono una fiera coltivatrice di un orto 100% sostenibile a km 0.

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