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Simbiosi In Natura: Uccelli Posati Sul Dorso Di Due Rinoceronti

Simbiosi industriale: cos’è e perché attuarla

La natura può essere un’incredibile maestra.

Mentre ci arrovelliamo su problemi che noi stessi abbiamo creato e ci ingegniamo per risolverli, lei ha già la soluzione. Ed è disposta a condividerla, se solo ci fermiamo ad osservare attentamente e la adattiamo, con un pizzico di creatività, alla nostra situazione.

Non ci credi? Ti faccio un esempio.

Guarda l’immagine qui sopra, vedrai dei rinoceronti insieme a degli uccelli.

Due animali tanto diversi che vivono a stretto contatto aiutandosi reciprocamente. Il loro è un rapporto simbiotico: gli uccelli guardiani si nutrono dei parassiti presenti sulla cute dei rinoceronti, mentre i rinoceronti beneficiano dell’avvertimento da loro fornito quando questi, in presenza di predatori, volano via.

Anche l’uomo, ispirandosi a ciò che accade in natura, ha trovato il modo di stipulare simbiosi vantaggiose: è il caso delle simbiosi industriali.

Cos’è la simbiosi industriale

Per simbiosi industriale si intende la condivisione di risorse e di conoscenza tra imprese o gruppi di imprese in genere operanti in settori produttivi diversi tra loro.

Il termine risorse è ampio e comprende una pluralità di elementi: materiali, energia, acqua, sottoprodotti, ma anche servizi e infrastrutture.

Marian Ruth Chertow, docente all’Università di Yale, per prima ha formalizzato il concetto definendolo e indicandone gli elementi fondamentali

La parte dell’Ecologia Industriale nota come Simbiosi Industriale coinvolge industrie tradizionalmente separate in un approccio collettivo per ottenere un vantaggio competitivo legato allo scambio fisico di materiali, energia, acqua e sottoprodotti. Gli aspetti chiave della Simbiosi Industriale sono la collaborazione e le possibilità di sinergia offerte dalla prossimità geografica

Oltre a ribadire quanto già è stato detto, Chertow ha sottolineato l’importanza della collaborazione e della prossimità geografica e ha contestualizzato la simbiosi industriale inserendola nell’ambito dell’ecologia industriale.

La simbiosi industriale infatti riprende i principi dell’ecologia industriale, secondo cui i sistemi industriali dovrebbero operare come sistemi naturali al fine di minimizzare gli sprechi, e li applica alle interazioni tra imprese.

Le sue origini

La simbiosi industriale è un concetto relativamente recente.

Secondo alcuni studiosi la prima definizione di simbiosi industriale, così come si intende oggi, è stata elaborata tra la metà degli anni ’30 e la metà degli anni ’40.

Per parecchio tempo il tema non ha suscitato particolare attenzione, ma le cose sono iniziate a cambiare con l’introduzione dell’ecologia industriale, nell’89.

Negli anni ’90 l’interesse verso questa tematica ha iniziato a crescere, tanto che nel ’97 il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ha promosso la simbiosi industriale come mezzo per stimolare un sistema di produzione sostenibile.

Poco dopo, nel 2000, Chertow ha ufficializzato formalmente il concetto.

A oggi, la simbiosi industriale sta acquisendo sempre più rilevanza tra imprese ed istituzioni. Basti pensare che l’Unione Europea la considera una strategia chiave a supporto della transizione verso l’economia circolare.

Come attuarla

Sono tre i modi in cui le aziende possono condividere le risorse:

1. Scambi di sottoprodotti o rifiuti: la simbiosi industriale promuove l’utilizzo di sottoprodotti o rifiuti al posto di materie prime o di prodotti commerciali. Grazie agli scambi di materiali che altrimenti verrebbero scartati è possibile migliorare l’efficienza delle risorse sfruttando il valore economico intrinseco dei rifiuti.

2. Condivisione di infrastrutture o servizi: è possibile attuare strategie di simbiosi industriale fornendo servizi o infrastrutture di pubblica utilità oppure condividendoli con un gruppo di imprese. Di che servizi parliamo? Di sistemi di fornitura di acqua, energia, calore o impianti di trattamento delle acque reflue.

3. Condivisione di servizi accessori: un’altra soluzione consiste nel condividere servizi non direttamente correlati al core business dell’impresa, come ad esempio i servizi relativi alla sicurezza, alla pulizia o alla ristorazione.

I vantaggi

La simbiosi industriale porta con sé numerosi vantaggi, sia per l’ambiente che per le imprese realizzano iniziative di tale tipo.

Innanzitutto, permette di ridurre l’impatto ambientale delle attività industriali grazie ad un minor consumo di materie prime e all’abbattimento delle emissioni e dei rifiuti, con effetti positivi anche sul clima.

Inoltre, la simbiosi industriale genera anche vantaggi economici: la valorizzazione degli scarti riduce i costi che si sarebbero altrimenti sostenuti per le materie prime, l’energia e lo smaltimento dei rifiuti, portando così un maggior risparmio. Al contempo, genera nuove opportunità di mercato per elementi che sarebbero altrimenti stati scartati.

Non di meno, le imprese che realizzano interventi di simbiosi industriale beneficiano di uno scambio di conoscenze e competenze che permette di ottenere un notevole vantaggio competitivo.

Ultimo ma non meno importante, la simbiosi industriale crea nuove opportunità di occupazione e promuove un cambiamento culturale fondato sull’economia della condivisione. In questo senso, apporta anche vantaggi sociali.

Il tema in azienda è particolarmente sentito. Crediamo sia essenziale approfondire le proprie conoscenze in materia e condividere quanto appreso, per questo abbiamo scelto di partecipare al primo incontro di presentazione del progetto SIGMA – Simbiosi Industriale per la Gestione circolare dei materiali e all’indagine dedicata. Per i prossimi incontri sarà necessario attendere la fine dell’estate, ma noi non abbiamo fretta: approfitteremo dei mesi estivi per continuare a formarci!

E tu, vorresti saperne di più oppure avresti piacere a condividere le TUE conoscenze in materia? In entrambi i casi ti aspettiamo sui nostri canali social per parlarne!

Marta Bergamaschi

Mi occupo di comunicazione e sostenibilità. Nel tempo libero sono una fiera coltivatrice di un orto 100% sostenibile a km 0.

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