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PNRR: investimenti in gestione rifiuti ed economia circolare

Il 24 settembre è entrato in vigore il Decreto del Ministero delle Finanze Assegnazione delle risorse finanziarie previste per l’attuazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e ripartizione di traguardi e obiettivi per scadenze semestrali di rendicontazione” con cui sono stati assegnati al Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) oltre 34,5 miliardi di euro per l’attuazione del PNRR.

In questi giorni il MiTE ha pubblicato due decreti contenenti i criteri di selezione dei progetti di gestione rifiuti ed economia circolare che riceveranno parte di questi fondi: vediamoli insieme.

Gestione rifiuti

Il Ministero della Transizione Ecologica ha stabilito due linee di investimento.

La prima prevede lo stanziamento di 1,5 miliardi per la realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti e si articola su tre linee di intervento:

  • Miglioramento e meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani
  • Ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata
  • Ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti innovativi di trattamento/riciclaggio per lo smaltimento di materiali assorbenti ad uso personale (PAD), fanghi di acque reflue, rifiuti di pelletteria e rifiuti tessili.

Gli Enti di Governo d’Ambito Territoriale Ottimale (EGATO) e i Comuni potranno presentare la propria proposta di finanziamento degli interventi anche avvalendosi di gestori incaricati del servizio di rifiuti urbani da loro delegati.

Economia circolare e filiere industriali strategiche

La seconda linea di investimento, invece, destina 600 milioni alla realizzazione di progetti faro di economia circolare per filiere industriali strategiche, vale a dire carta e cartone, plastiche, RAEE e tessili.

Gli investimenti sono rivolti direttamente alle imprese.

Quattro sono in questo caso le linee di intervento:

  • Ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti RAEE. Sono ricompresi anche i pannelli fotovoltaici e le pale di turbine eoliche
  • Ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti in carta e cartone
  • Realizzazione di nuovi impianti per il riciclo dei rifiuti plastici (attraverso il riciclo meccanico e chimico, il cosiddetto “Plastic Hubs”), compresi i rifiuti plastici in mare
  • Infrastrutturazione della raccolta delle frazioni di tessili pre-consumo e post consumo, ammodernamento dell’impiantistica e realizzazione di nuovi impianti di riciclo delle frazioni tessili in ottica sistemica, anche noti come “Textile Hubs”.

La selezione e valutazione dei progetti

In entrambi i casi le proposte presentate verranno valutate da una Commissione competente composta da 3 membri nominati dal MiTE, 6 membri in rappresentanza di ISPRA ed ENEA, 4 membri indicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ed infine 2 rappresentanti dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA).

Per essere ammessi alla selezione i progetti dovranno:

  • Essere completati entro il 30 giugno 2026
  • Non aver ricevuto fondi strutturali europei
  • Rispettare il principio di non arrecare danno significativo all’ambiente (DNSH)
  • Essere coerenti con le leggi nazionali ed europee.

Per i progetti di economia circolare è inoltre richiesto che gli interventi rispettino le condizioni di cui all’articolo 47 (Aiuti agli investimenti per il riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti), paragrafi da 1 a 6 del Regolamento (UE) n. 651/2014 GBER, come modificato dal Regolamento 2021/1237, nella misura in cui sono finalizzati alla gestione dei rifiuti prodotti da altre imprese.

Non sono invece ammessi interventi che hanno ad oggetto investimenti in discariche, in impianti di smaltimento, di trattamento meccanico biologico e trattamento meccanico (TMB, TBM, TM, STIR, …) o inceneritori o combustibili derivati da rifiuti o, infine, l’acquisto di veicoli per la raccolta dei rifiuti.

Ma quali sono i criteri che peseranno nella selezione delle opere da finanziare?

La Commissione incaricata assegnerà ai progetti un punteggio da 0 a 100.

Oltre ai criteri di congruità, attendibilità e cronoprogramma saranno valutati anche altri aspetti.

Quelli che influiranno maggiormente nella determinazione dei punteggi saranno:

  • La popolazione interessata dall’intervento
  • La quota dei rifiuti trattati dall’impianto rispetto al totale da trattare in Italia
  • miglioramenti attesi
  • La scarsità di impianti analoghi
  • La coerenza con il corrente sviluppo tecnologico dello specifico intervento
  • Il contributo alla risoluzione di infrazioni o ad altri piani nazionali
  • La realizzazione in aree industriali dismesse.

Nelle prossime settimane verranno pubblicate ulteriori informazioni, continua a seguirci per rimanere aggiornato!

Marta Bergamaschi

Mi occupo di comunicazione e sostenibilità. Nel tempo libero sono una fiera coltivatrice di un orto 100% sostenibile a km 0.

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