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SDGs: la situazione globale e le nostre scelte

Nel 2015 l’ONU ha individuato 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile anche noti come Sustainable Development Goals (SDGs) inseriti nell’ambito dell’Agenda 2030.

Sono obiettivi che riguardano tutti gli individui, nessuno escluso: non solo imprese e istituzioni, ma anche singoli cittadini.

Il termine per raggiungerli è stato fissato al 2030. Si tratta di una sfida ambiziosa: per monitorare i progressi e tracciare il percorso ogni anno l’ONU pubblica un Rapporto sullo stato globale dei 17 SDGs.

Il Rapporto 2021 non è stato confortante: ne è emerso un contesto caratterizzato da molteplici ostacoli ancora da superare e definito dagli stessi autori del documento “preoccupante”. 

Rapporto ONU 2021: una sintesi sugli SDGs da noi individuati

Noi stessi abbiamo deciso di scendere in campo in prima persona individuando 6 dei 17 SDGs su cui focalizzare le nostre azioni.

Il Rapporto 2021 ci permette di inquadrare al meglio la situazione attuale a livello globale e di capire in quale contesto si inserisce la nostra strategia.

Cosa è stato fatto nell’ultimo anno per cercare di raggiungere questi obiettivi da noi considerati prioritari? Quanto ancora c’è da fare? Scopriamolo insieme!

3° SDG – Salute e benessere: i progressi realizzati in ambito sanitario, già di per sé insufficienti per raggiungere l’obiettivo n. 3 entro il 2030, hanno subito una regressione a causa della pandemia. Il 90% dei Paesi nel mondo ha sperimentato interruzioni del sistema sanitario con ricadute anche in termini di prevenzione e, tutt’ora, in molti casi persistono interruzioni ai servizi sanitari essenziali.

8° SDG – Lavoro dignitoso e crescita economica: in un contesto dove già era presente un rallentamento della crescita economica, il Covid-19 ha aggravato la situazione generando la più grave recessione dai tempi della Grande Depressione del 1929. Secondo una stima effettuata, nel 2020 ben l’8% delle ore di lavoro sono state perse (il dato è stato calcolato rispetto al quarto trimestre del 2019). Ad oggi l’economia sembra riprendersi, seppur lentamente: ci vorrà del tempo per tornare ai livelli pre-pandemia.

9° SDG – Imprese, innovazione e infrastrutture: le piccole imprese sono quelle che hanno risentito maggiormente della situazione. La crisi ha colpito in particolar modo il settore manifatturiero e dei trasporti, causando la perdita di numerosi posti di lavoro e la riduzione degli stipendi. Inoltre, il Covid-19 ha posto sfide senza precedenti alle catene del valore globali, interrompendo sia l’offerta, sia la domanda di beni.

11° SDG – Città e comunità sostenibili: ancor prima che si scatenassero gli effetti della pandemia, la situazione era critica: vi era un aumento della popolazione che vive nelle baraccopoli, un peggioramento dell’inquinamento atmosferico e una scarsità di spazi pubblici all’aperto. Gli impatti del Covid-19 non hanno fatto altro che aggravare il tutto, rendendo ancora più arduo il raggiungimento dell’obiettivo n.11 entro il 2030. La crisi ha incrementato la percentuale di persone che vive in giacigli di fortuna e ha peggiorato la qualità della vita di una grande fetta della popolazione.

12° SDG – Consumo e produzione responsabili: numerosi studi hanno dimostrato che l’insostenibilità dei modelli di consumo e produzione impatta fortemente sulla crisi climatica, sulla perdita di biodiversità e, infine, sull’inquinamento. In tal senso, il Covid-19 rappresenta un’opportunità per esplorare modelli di consumo e produzione sostenibili più equi ed inclusivi, che consentano di raggiungere gli impegni sulla biodiversità, sul clima e, a livello più ampio, sullo sviluppo sostenibile.

17° SDG – Partnership per gli obiettivi: le difficoltà causate dalla pandemia hanno evidenziato l’importanza delle partnership come mezzo per superare le sfide poste dalla crisi. In particolare, in un mondo basato su un’economia globale interconnessa, questo tipo di collaborazione è necessario affinché tutti i Paesi possano affrontare al meglio crisi sanitarie, economiche e ambientali in atto e future.

Le notizie non sono confortarti, ma invertire la tendenza è possibile a patto però che arrivi una risposta collettiva a livello globale. Noi, nel mentre, continuiamo a puntare in alto con azioni concrete e mirate per contribuire al raggiungimento di questa sfida che ci coinvolge tutti in prima persona.

Marta Bergamaschi

Mi occupo di comunicazione e sostenibilità. Nel tempo libero sono una fiera coltivatrice di un orto 100% sostenibile a km 0.

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