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Provette laboratorio analisi

La caratterizzazione dei rifiuti

Tutte le imprese, indipendentemente da settore e dimensione, producono rifiuti che devono essere gestiti.

Se lavori in un’impresa, quindi, potresti aver già sentito parlare di classificazione e caratterizzazione dei rifiuti. Se così non fosse, questa potrebbe essere una buona occasione per capirne un po’ di più!

Partiamo dalle basi: classificazione e caratterizzazione non sono sinonimi, sono due attività a carico del produttore, preliminari alla gestione dei rifiuti.

Ancor prima di organizzare un deposito temporaneo, impostare i registri di carico e scarico e stipulare contratti per l’avvio a recupero o smaltimento dei rifiuti è infatti necessario conoscere le caratteristiche del rifiuto prodotto.

In questo articolo abbiamo visto cos’è la classificazione del rifiuto e come effettuarla, ora invece andremo a vedere la caratterizzazione.

La caratterizzazione: cos’è e come effettuarla

Per stabilire se un rifiuto può essere trattato in uno specifico impianto di smaltimento o recupero, occorre caratterizzarlo.

Ma cos’è la caratterizzazione? É l’insieme dei processi capaci di determinare le caratteristiche del rifiuto prodotto, attraverso la raccolta di tutte le informazioni necessarie per lo smaltimento finale in condizioni di sicurezza.

Per caratterizzare un rifiuto è necessario raccogliere le informazioni sul ciclo produttivo che lo ha generato, sulle sostanze utilizzate (attraverso le loro schede di sicurezza) e sulle sue caratteristiche fisiche, morfologiche e merceologiche.

L’analisi di laboratorio è un passaggio importante, talvolta obbligatorio ma non sempre è necessario.

Infine, si redige la scheda di caratterizzazione, una sorta di carta d’identità del rifiuto che deve essere conservata ed eventualmente presentata su richiesta.

Quando effettuarla?

Per legge, la caratterizzazione dei rifiuti è obbligatoria per i rifiuti speciali, indipendentemente dal grado di pericolosità.

In questi casi, la periodicità dell’analisi varia a seconda che si tratti di:

  • conferimento di rifiuti speciali presso impianti di smaltimento (D). Indipendentemente dalla pericolosità del rifiuto, la caratterizzazione va effettuata in occasione del 1° conferimento e deve poi essere ripetuta ogni anno e ogni qualvolta si modifichi il processo produttivo
  • conferimento di rifiuti speciali presso impianti di recupero (R) autorizzati. La caratterizzazione deve essere effettuata quando si effettua il 1° conferimento e deve essere ripetuta ad ogni modifica del processo che dà origine ai rifiuti. La periodicità invece varia a seconda della pericolosità: per i rifiuti pericolosi, l’analisi deve essere ripetuta almeno ogni anno, mentre per quelli non pericolosi ogni 2 anni.

Insomma, rispetto alla classificazione la caratterizzazione è più complessa e articolata.

Si tratta però di un’importante attività che, se svolta accuratamente, garantisce lo svolgimento delle operazioni di smaltimento in sicurezza e che solleva il produttore del rifiuto da ogni genere di responsabilità.

E tu, conoscevi già la caratterizzazione del rifiuto? Faccelo sapere con un commento sui nostri canali social!

Responsabile del Sistema Integrato Ambiente e Sicurezza.
Supervisione del processo chimico fisico biologico dell'impianto di trattamento reflui e rifiuti industriali.

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