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La classificazione dei rifiuti: cos’è e come effettuarla

La classificazione dei rifiuti è un tema complesso, che spesso nasconde qualche insidia.

Per questo motivo, quando Confindustria Alto Milanese ha organizzato il corso “Come classificare i rifiuti e come attribuirgli il codice CER adeguato” non abbiamo avuto dubbi: ci siamo subito iscritti e abbiamo invitato alcuni dei nostri partner interessati ad approfondire il tema.

La classificazione, infatti, è un passaggio obbligatorio a carico del produttore. Individuare i rifiuti però non è sufficiente: occorre farlo in modo corretto. Un attribuzione errata del codice CER può comportare infatti spiacevoli conseguenze, talvolta penalmente sanzionabili.  

Ben consapevoli dell’importanza di questo processo, mercoledì 9 marzo ci siamo collegati al webinar e, tastiere alla mano, abbiamo iniziato a prendere appunti.

Vista la rilevanza del tema, in questo articolo vogliamo condividere anche con te i principi base della classificazione.

Come procedere ad una corretta classificazione dei rifiuti?

Innanzitutto, il produttore deve distinguere il tipo di rifiuto

in base all’origine in:

  • rifiuti urbani
  • rifiuti speciali

e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in:

  • rifiuti pericolosi
  • rifiuti non pericolosi.

Successivamente, deve attribuirgli il codice più idoneo del Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), recentemente denominato Elenco Europeo dei Rifiuti (EER).

Si tratta di un codice a sei cifre che distingue il rifiuto per:

  • categoria o macro-attività economica che ha prodotto il rifiuto (prima coppia di cifre),
  • processo produttivo (seconda coppia di cifre)
  • caratteristiche specifiche del rifiuto stesso (ultima coppia di cifre).

La teoria può sembrare semplice, ma la pratica è decisamente più complessa. Per questo motivo, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) ha redatto delle Linee guida con lo scopo di fornire ai produttori criteri tecnici omogenei.

Grazie l’approvazione del MiTE, le Linee Guida hanno acquisito forza di legge, diventando così un riferimento ufficiale.

Al loro interno puoi trovare:

  • i principali riferimenti normativi e le indicazioni tecniche di settore;
  • un approccio metodologico da utilizzare per individuazione del codice CER (anche noto come EER) e per la valutazione della pericolosità;
  • l’elenco europeo dei rifiuti ed esempi di classificazione di alcune tipologie di rifiuti (imballaggi, RAEE, rifiuti da demolizione, contenenti amianto, etc.);
  • criteri per la valutazione delle caratteristiche di pericolo.

Un’adeguata classificazione è il primo passo per una gestione dei rifiuti in grado di tutelare sia il produttore, sia l’ambiente. Un rifiuto correttamente classificato è un rifiuto che può essere correttamente smaltito o, perché no, recuperato.

Ti piacerebbe approfondire l’argomento? Faccelo sapere con un commento sui nostri canali social!

Responsabile del Sistema Integrato Ambiente e Sicurezza.
Supervisione del processo chimico fisico biologico dell'impianto di trattamento reflui e rifiuti industriali.

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