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Transizione ecologica e digitale: il ruolo dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali

LAlbo Nazionale Gestori Ambientali ricopre un ruolo essenziale nell’accompagnare l’Italia nella transizione ecologica e digitale.

Dell’Albo ne avevamo già parlato brevemente nell’articolo sul Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRi), ma vediamo meglio cos’è questo ente qual è il suo ruolo in queste due transizioni.

L’Albo racchiude le imprese che si occupano di:

  • raccolta e trasporto di rifiuti
  • bonifica dei siti
  • bonifica dei beni contenenti amianto
  • commercio e intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi.

Inoltre, prevede la possibilità di iscrizione semplificata per altri soggetti.

Per iscriversi è necessario rispettare specifici requisiti, perciò svolge anche una selezione e qualificazione delle imprese aderenti; tra queste imprese ci siamo anche noi.

Ma cosa c’entra l’Albo con la transizione ecologica e digitale?

Come saprai se già hai letto i nostri articoli, tra i pilastri del PNRR ci sono la transizione ecologica e digitale.

L’Albo si configura come l’anello di congiunzione tra queste due transizioni grazie al sistema di digitalizzazione per la gestione dei rifiuti che sta implementando.

Inoltre, svolge un ruolo essenziale nella Strategia Nazionale per l’Economia Circolare. Uno dei pilastri di questa Strategia, così come da indicazioni della Commissione Europea, è infatti la tracciabilità dei rifiuti e delle filiere.

Questo ruolo gli è stato riconosciuto anche a livello normativo: nel regolamento di organizzazione del Ministero del 2019 è stata infatti ribadita la sua funzione di supporto alla Direzione generale per l’economia circolare nel monitoraggio dei piani regionali, di tracciabilità e di vigilanza.

Accanto alla funzione primaria di registro delle imprese che gestiscono i rifiuti, sta quindi diventando sempre più significativa questa attività collaterale che viene svolta con il coinvolgimento diretto delle imprese.

Come? Vediamolo!

La riforma della tracciabilità

Nel 2020 il Ministero ha approvato il recepimento delle direttive europee sull’economia circolare, dando il via alla riforma della tracciabilità.

La riforma, creata grazie al supporto dell’Albo, si basa su una digitalizzazione degli adempimenti.

È stato quindi creato il RENTRi, una piattaforma digitale per il tracciamento dei rifiuti, ed è stata prevista una digitalizzazione del registro di carico e scarico e del FIR, il formulario di trasporto.

Ad oggi il RENTRi è ancora in fase di sperimentazione e noi stiamo partecipando certi che ci consentirà di avere una voce attiva su quanto verrà deciso e di supportare i nostri partner di filiera. I lavori proseguono, senza fretta per non commettere errori causati dalla voglia di fare tutto e subito, ma in una direzione ben precisa e ragionata.

Gli addetti ai lavori ancora temono i fantasmi del SISTRI, il vecchio Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ma la verità è che con il RENTRI si è voltata pagina tenendo bene a mente gli errori compiuti in passato.

Inoltre, la digitalizzazione per la gestione dei rifiuti è essenziale: consente di aumentare la tracciabilità e quindi la legalità e la circolarità, contribuendo al tempo stesso alla transizione ecologica e digitale.

Infine, se ben affrontata, e questo sembra esserne il caso, la digitalizzazione può rappresentare un’agevolazione per le aziende in termini di semplificazioni.

Questa è la nostra opinione, ma ora siamo interessati a conoscere la tua: ti aspettiamo sui nostri canali social per parlarne!

Marta Bergamaschi

Mi occupo di comunicazione e sostenibilità. Nel tempo libero sono una fiera coltivatrice di un orto 100% sostenibile a km 0.

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