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Tassonomia UE: di cosa si tratta e perché è così importante?

Sul nostro blog la finanza sostenibile non è una tematica nuova, ma se ti sei perso il nostro articolo precedente forse ti starai chiedendo cosa c’entriamo noi con questo argomento.

Insieme al Gruppo di Lavoro Qualità Ambientale di Assolombarda stiamo approfondendo questo tema focalizzandoci sulla tassonomia dell’Unione Europea e sulle implicazioni pratiche per le imprese.

Si tratta di un lavoro lungo e complesso, per cui ci vorrà ancora del tempo prima di poterne apprezzare il risultato.

Già da ora però vogliamo iniziare a coinvolgerti raccontandoti cos’è la tassonomia e come mai interessa e interesserà sempre più imprese di diversi settori e dimensioni.

Tassonomia: contesto, definizione e obiettivi

Iniziamo con qualche informazione di contesto.

La tassonomia si inserisce all’interno del Piano d’Azione sulla Finanza Sostenibile, un documento che intende collegare la finanza alle esigenze specifiche dell’economia europea, a vantaggio del pianeta e della società.

Nel farlo, il Piano si pone diversi obiettivi, tra cui la creazione di un linguaggio comune per la finanza sostenibile e di un sistema di classificazione per definire i possibili ambiti d’azione per gli investimenti al fine di orientare il mercato dei capitali verso un modello di sviluppo sostenibile.

È proprio qui che entra in gioco la tassonomia: con questo strumento la Commissione Europea intende infatti creare la prima “lista di investimenti sostenibili” distinguendo, forse in maniera semplicistica, le imprese sostenibili da quelle che fanno greenwashing

Ma quindi, questa tassonomia cos’è? Per dirlo con le parole della Commissione Europea

“È uno strumento di trasparenza solido e basato su criteri scientifici: destinato alle imprese e agli investitori, introduce criteri di prestazione chiari per stabilire quali attività apportano un contributo sostanziale agli obiettivi del Green Deal”.

Nello specifico, la tassonomia individua sei obiettivi ambientali:

  1. Mitigazione dei cambiamenti climatici
  2. Adattamento ai cambiamenti climatici
  3. Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche
  4. Transizione verso un’economia circolare
  5. Prevenzione e controllo dell’inquinamento
  6. Protezione e recupero della biodiversità e degli ecosistemi.

Per essere conforme, un’attività deve:

  • Contribuire positivamente ad almeno uno di questi sei obiettivi
  • Non produrre impatti negativi su nessun altro dei cinque obiettivi restanti
  • Rispettare i criteri tecnici definiti
  • Operare nel rispetto di garanzie sociali minime.

Per quanto riguarda le imprese, le aziende soggette alla direttiva per la rendicontazione delle informazioni non finanziarie saranno tenute a fornire informazioni sulle loro attività in riferimento alla tassonomia.

Per le PMI invece questo obbligo non ci sarà, ma se conosciuta e ben utilizzata la tassonomia le aiuterà a comprendere le aspettative degli operatori della finanza di impresa e del settore degli investimenti e consentirà loro di adeguare le proprie attività aziendali e le proprie strategie di comunicazione e rendicontazione, rendendole più efficaci ed attrattive.

Insomma, secondo noi è uno strumento in grado di offrire numerose opportunità e meritevole di ulteriori approfondimenti, non sei d’accordo anche tu?

Mi occupo di comunicazione e sostenibilità. Nel tempo libero sono una fiera coltivatrice di un orto 100% sostenibile a km 0.

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